Tratteremo qui di seguito le differenze terminologiche fra concetti che indicano l’unione fra due persone.

Il Matrimonio secondo la definizione data dall’articolo 29 della Costituzione è un ” ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare” e può essere contratto solo da persone di sesso diverso. Prima del rito ufficiale si procede con le pubblicazioni. A seguito del matrimonio la donna manterrà il proprio cognome potendo usare anche quello del coniuge.

L’ Unione Civile  in vigore dal 5 giugno 2016,  è il termine con cui nell’ordinamento italiano si indica l’istituto giuridico di diritto pubblico, simile ma non uguale al matrimonio, comportante il riconoscimento giuridico della coppia formata da persone dello stesso sesso, finalizzato a stabilirne diritti e doveri reciproci. Prende il nome da Monica Cirinnà, senatrice del Partito Democratico, promotrice e prima firmataria della norma dopo le varie proposte succedutesi dal 1986. Non sono necessarie le pubblicazioni. Si sceglie uno dei due cognomi da usare per la coppia.

La Convivenza di Fatto avviene fra due persone maggiorenni  eterosessuali od omosessuali unite da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale non vincolate da legami di parentela, da matrimonio o da unione civile . Per l’ attuazione , si presenta una richiesta di iscrizione all’anagrafe. Uno dei due richiedenti trasmetterà il modello di dichiarazione di residenza ,sottoscritto anche dall’altro/a, specificando la Convivenza per Vincoli. Ognuno manterrà il proprio cognome.